Il calcio è poesia - Il centravanti che non esultava mai

23-08-2015 16:55 -


La storia mai gridata di Josè Garate

Quanto certe esultanza abbiano inciso nel costume sociale del calcio, lo diranno a venire. Quanto molti calciatori siano diventati aspiranti attori o tenori o artisti potenziali dopo un gol, un solo gol, lo racconterà la storia. In un libro come quello del pallone, dove l´esultanza sembra più scenica del gol stesso, resiste una storia unica fatta di semplicità e ingegneria dell´anima. Quella di un calciatore che non esultava mai, anche se di gol ne faceva a montagne, anche se giocava centravanti e superò i portieri avversari per 128 volte, 5 anche con la maglia della nazionale spagnola. Nulla, neanche il minimo sindacale di alzare le mani al cielo. Non si poteva esimere dall´abbracciare i compagni che correvano verso di lui, ma la partita era come se ricominciasse subito, nello stesso momento in cui un suo gol la spegneva, la cristallizzava. E´ la storia di José Eulogio Gárate, l´omino di Sarandì in Argentina, cresciuto ad Eibar, il giocatore che a Bilbao non vollero semplicemente perchè non era nato nei Paesi Baschi. E che a Madrid, sponda Atletico, presero e non lasciarono più fino alla fine della sua splendida carriera. 268 partite disputate, una sola espulsione, correttezza e misura per El ingeniero del área, per la tecnica e perché studiava semplicemente Ingegneria industriale. Una sera ne fece tre al Deportivo la Coruna, in un match a senso unico, dove un difensore provò anche a provocarlo. Dopo un gol, fu l´avversario e rendergli la mano, notando proprio che non esultava. Scrisse un collega spagnolo recentemente che "Non si può dire che è luogo comune che un giocatore di calcio è ricordato per la sua eleganza ed equilibrio". A chi gli ha chiesto il perché di questo non voler esultare lui disse sempre:" Le nostre celebrazioni erano in genere molto più modeste di quanto lo siano oggi in generale. E in particolare, dopo un gol, salutavo i colleghi e andavamo al centro. Le gioie erano all´interno di noi". Ma chi sia Garate ancora oggi lo racconta un ultimo fatto: nel maggio 2014 si presentò come un comune tifoso agli sportelli della sede dell´Atletico, del quale è un´icona, per acquistare un biglietto per Lisbona, dove l´Atletico di Simeone avrebbe giocato la finale della Champions contro il Real Madrid. Alcuni, per la verità pochi, tifosi cholchoneros lo riconobbero dopo un po´ e fecero largo, ma lui chiese di ricomporre la fila, nonostante avesse difficoltà a stare in piedi per una recente operazione al ginocchio. Non aveva esultato un´altra volta. Lo stile del calcio.

ARMANDO NAPOLETANO

Fonte: UNVS La Spezia