Il calcio è poesia - L´ultimo re dell´area di rigore del Picco

05-12-2015 13:45 -

Massimo Barbuti

- Nella sua vita calcistica ci sono un figlio nato alla Spezia, il Deportivo la Coruña, la Roma di Pruzzo, le bietole ed una rete a San Siro. Limitativo, certo, ma serve per rendere l´idea, quella creata, a futura memoria pallonara, in una città di appassionati, da un giocatore che ancora oggi fa storia, grazie a 40 gol in maglia bianca. Massimo Barbuti alla Spezia c´era arrivato per un telefonata. Da venti giorni era in ritiro con la Cerretese, lo convocarono alla Spezia e gli fecero ricominciare la preparazione. Nella prima amichevole, con la Roma di Pruzzo al Picco, sembrò un attaccante possente con movimenti anche tempestosi ma incontrollati, uno dei punti deboli della truppa. Dopo venti minuti non gli si muovevano i polpacci e le cosce (in pratica faceva allenamento atletico da 40 giorni di filato) e dagli spalti piovve quell´appellativo: "Bietolone". Durò poco l´ilarità, almeno fino al 14 ottobre di quel 1979. Massimo segnò all´Albese e non si fermò più per due stagioni, con quaranta reti appunto. Andò al Taranto ed allora ricevette una telefonata: «Era un procuratore spagnolo - ricorda. - Si chiamava Pardo: chiedeva la mia disponibilità ad andare a Barcellona a giocare un torneo con il Deportivo. Tra lo spagnolo, che io non capivo, i dirigenti e tutto quello che avevo intorno, non se ne fece più nulla. Non ho mai capito, francamente, se fosse una bischerata o una cosa seria.» Poi il Parma, quello vincente di Perani, e l´Ascoli e quel gol a San Siro che gelò Galli e Baresi. Oggi sono tutti sogni nel cassetto riposto in soffitta. Allenate da molte parti, un´icona qui. Lo sforzo di memoria che gli proponiamo, però, riesce: 4 gennaio 1981, Treviso-Spezia 4-4. E come fai a dimenticartelo? «Segnai dopo neanche un minuto - racconta - poi fu tutta una girandola: raddoppiai su punizione, mi sembra che centrai anche una traversa. Non ho ancora capito come facemmo, tra tutti, a fare otto gol. Se continuava ancora un po´ arrivavano altre reti.» Per la cronaca, il tabellino, quel giorno, recitò: 1´ Barbuti, 19´ Cozzella, 22´ Pravato, 31´ Nuti. Poi, nella ripresa, 20´ Pravato, 26´ Barbuti, 33´ e 37´ Cozzella. «Si vinceva ma quell´anno la retrocessione era scritta, questo lo ricordo: credo che sia stata una delle partite più pazze che ho giocato, una di quelle da avere in bacheca. Ma purtroppo delle mie reti alla Spezia non ho nulla. Ad Ascoli e Parma i tifosi mi hanno regalato spezzoni di filmati con le mie segnature: lì - ed erano i primi anni delle TV private - mi ricordo che c´erano operatori televisivi. Lancio un appello: se trovate Barbuti in video, telefonatemi.». Noi ne lanciamo un altro: «Se trovate un altro Barbuti, dalle gambe pesanti, dal sinistro micidiale, da fischiare e da amare, beh, scriveteci!»

ARMANDO NAPOLETANO





Fonte: UNVS La Spezia