Giovanni Salbaroli ha perso la sua ultima partita dopo averne vinte tante sul parquet. “Non è una passeggiata” ha detto qualche settimana fa dal letto dell’ospedale dove ha ingaggiato una battaglia impari. Sempre ottimista, sempre capace di pensare che le cose si riassesteranno. Chi ha frequentato i consessi UNVS lo ricorda nella sua giovanile ‘divisa’ di dirigente, sempre jeans e giacca blu, per mostrare gli anni ben portati. Ricordiamo i suoi pungenti appunti al microfono, le sue esortazioni a rincorrere i valori veterani che ne hanno ispirato sempre l’impegno, la caparbia difesa di principi che erano in lui radicati. Uno sguardo allo sport che aveva perso la matrice che più amava, quella del sano agonismo, del rispetto; un altro ai giovani, al mondo della scuola, che per lui rappresentava il futuro se ben gestito. I capelli bianchi li portava con fierezza, il simbolo di una saggezza venata da ironia, da un pizzico di sarcasmo che gli scorreva nelle vene come DNA della sua terra. Eppure Giovanni era sorprendentemente giovane nel rincorrere le idee, le ipotesi di lavoro, la capacità di coinvolgere gli altri. Doti che ne hanno fatto un ottimo Delegato Regionale del quale l’UNVS rimpiangerà a lungo la dedizione e la figura. Alla quale oggi noi tutti ci inchiniamo nell’ultimo tristissimo saluto.