Il calcio è poesia - Imparare a volare

25-01-2016 13:06 -


la storia di Beppe Aprea


- L’hanno descritta così: un piccolo ghetto ed una strada, con dentro un altro ghetto, l’Africa. Pochi metri dalla via principale, Montagna Spaccata, un Bar e tra i palazzi, rigorosamente abusivi, due campetti da calcio. Il cognome Aprea, lo leggi ancora sui citofoni della zona, Pianura, Napoli, a due passi da Fuorigrotta. Il boato dello stadio lo avverti distinto. Uno dei due perimetri, recintati, è lì da un po’ di anni, finito di costruire alla fine degli anni novanta. C’è una scuola calcio, targata Napoli, che convoglia alla passione per il pallone il più alto numero di ragazzi possibile. Fanno così da anni, mai vinti dal sangue e dalla disperazione che li circonda. Chi sopravvive resta semplicemente fedele ad una passione, che non è una pistola o la droga. Giuseppe Aprea, uno di quelli che su quei campi ci ha lasciato ginocchia e suola, alla strada preferì un ruolo, solitario, che sembrava fatto apposta per non fare divertire gli altri. Evitava i gol, la festa del calcio, un mestieraccio anche a Pianura. Scomodo perfino, perché il portiere ha sempre colpa, e se non c’è l’ha paga lo stesso. Aprea nasce lì, con Maradona a due passi, le notti mondiali da guardare, tra le case che fioriscono come erba nei prati. Sceglie il calcio, ma un dirigente ed osservatore della Fiorentina frega tutti, a Napoli, dove ‘nisciun è fess’. Vede il ragazzo e se lo porta alla Fiorentina; Giuseppe si fa tutta la trafila dagli allievi alla Primavera alla serie B. Nel frattempo, a Pianura, cresce il cemento, la droga, agglomerati di case di 7-8 piani senza standard abitativo e piano regolatore. Chi ha terra ci mette su casa. Semplice. Oggi c’è anche un bel pezzo d’Africa, e solo ad agosto bianchi e neri si sono massacrati. Il calcio, che è maestro di vita, ne salva molti, da ambo i lati. Tra queste storie ed un rigore vissuto addi domenica 13 settembre 2009, ci passano 32 anni. Ma quando Giuseppe si appresta alla parata che salverà lo Spezia a Sambonifacio, si trova davanti Gerardo Schettino, napoletano anche lui, di Vico Equense. Aprea si butta, chiude gli occhi e quando li riapre si ritrova sulle prime pagine dei quotidiani locali. Pianura per lui?:”Lì sono nato, poi il calcio mi ha regalato la fortuna di poter partire. I miei sono lì oggi, desideravano studiassi, ora sono orgogliosi di un figlio che voleva soprattutto giocare al calcio”. I rigori?:”Non sono un pararigori per eccellenza, ma evidentemente qualcosa funziona nella mia posizione, perché a Lanciano, nel 2001 ne ho parati 6 poi 2 a San Benedetto”. Scaramanzia tutta napoletana?:”Io credo che questi siano segnali”. Tantissime gare da professionista, 10 partite in B, un anno importante a Perugia, senza traccia sugli Almanacchi, dove non gioca, ma resta in rosa come terzo portiere dietro a Kalac e Seba Rossi. Per i grifoni ed Aprea c’è l’Uefa ma soprattutto un anno di apprendistato:”Imparai moltissimo, è stata una stagione fondamentale, che mi ha fatto crescere”. Dicono abbia perso qualcosa per strada, avrebbe dovuto raccogliere di più, lui, numero uno senza istrionerie, più sobrio con la maglia verde di quanto fossero i suoi predecessori, che andavano anche sul rosa sgargiante:”Ovunque sono andato ho lasciato qualcosa, spero di confermarmi qui. A Mantova e Brescia potevo andare, giocarmela, o a Como e Cosenza. Ma Spezia è una piazza dove prima o poi un giocatore dovrebbe andare e vai.”. Ai figli Nicholas e Cristian, un giorno spiegherà di Pianura, della Fiorentina, dello Spezia e del calcio:”Spero solo facciano Sport, imparino e regole e la vita sui campi, in palestra. Lontano da una strada troppo pericolosa”. Intanto a Pianura, da qualche giorno, è iniziata la demolizione delle case abusive, 300 sentenze da eseguire. Meglio, molto meglio, parare un rigore o gestire i ragazzini in una scuola calcio come fa oggi, dove, per sua stessa ammissione, la missione è una ‘Imparare a volare’, dalle parti di Venezia. Bambini e ragazzini tra i pali, che scoprono il calcio e la vita.

ARMANDO NAPOLETANO


Fonte: UNVS La Spezia