Terni, lo sport come memoria viva e responsabilità condivisa
07-01-2026 17:42 - Focus
Parlare oggi di sport, misericordia e responsabilità non è un esercizio astratto, soprattutto a Terni, città in cui lo sport ha saputo intrecciarsi con il lavoro, la comunità e la storia civile. Non è un caso se proprio il 2025 è stato un anno di anniversari simbolici, capaci di raccontare l’anima profonda di questo territorio.
Cento anni di storia per la Ternana Calcio, cento anni per il Moto Club “Libero Liberati – Paolo Pileri”, cinquant’anni per il Circuito dell’Acciaio, organizzato dall’Amatori Podistica Terni. Non semplici ricorrenze sportive, ma capitoli di una memoria collettiva che parla di passione, sacrificio, identità e partecipazione popolare.
In queste storie c’è lo sport vissuto come comunità, come educazione, come occasione di riscatto e di incontro. Uno sport che non esclude, che non è solo competizione o spettacolo, ma appartenenza e condivisione. Esattamente ciò che Giovanni Paolo II aveva intuito quando parlava agli atleti della loro responsabilità verso i giovani e la società.
Non a caso, proprio l’Amatori Podistica Terni fu protagonista di una giornata storica, quando Giovanni Paolo II visitò le Acciaierie di Terni: in quell’occasione il gruppo donò al Pontefice la maglia giallo-azzurra, simbolo semplice ma potente di uno sport popolare, legato al lavoro e alla dignità delle persone. Una presenza concreta, non formale, che testimoniava come lo sport potesse essere parte viva di un momento storico per la città.
Oggi, nel solco tracciato da Papa Francesco, che ha fatto della misericordia la parola-chiave del suo pontificato, e nella continuità rappresentata da Leone XIV, attento al valore educativo e universale dello sport, Terni ha tutte le carte in regola per leggere queste ricorrenze non come celebrazioni nostalgiche, ma come chiamata al futuro.
Lo sport, come ci ricordano questi tre Papi, ha un’anima. E Terni, con la sua storia industriale, sportiva e associativa, ha dimostrato più volte di saperla ascoltare. Sta ora alla comunità, alle istituzioni, alle società sportive e al mondo educativo “dare gambe” a quei principi, trasformando la memoria in responsabilità e gli anniversari in nuovi percorsi di inclusione, partecipazione e speranza concreta.
Perché quando lo sport resta fedele alla sua vocazione più autentica, diventa davvero uno strumento di crescita umana, di fraternità e di giustizia sociale. E in città come Terni, questo non è un ideale astratto, ma una storia già vissuta.
Lo sport che verrà: una sfida per Terni
Guardare al futuro dello sport ternano significa assumersi una responsabilità collettiva. Le grandi ricorrenze del 2025 non devono restare solo memoria, ma diventare fondamento per nuove scelte. Investire nello sport di base, nei settori giovanili, nell’impiantistica diffusa, nello sport scolastico e in quello inclusivo per le persone più fragili non è un costo, ma un investimento sociale e culturale.
Terni può e deve continuare a essere una città in cui lo sport è accessibile, educativo e sicuro; una città capace di valorizzare le proprie associazioni storiche, di sostenere il volontariato sportivo, di costruire reti tra scuola, società sportive, istituzioni e mondo del lavoro. È qui che lo sport ritrova la sua anima: quando educa al rispetto, alla legalità, alla cura dell’altro, quando diventa prevenzione del disagio e palestra di cittadinanza.
Nel solco tracciato da Giovanni Paolo II, dalla misericordia vissuta e testimoniata da Papa Francesco e dallo sguardo aperto e globale di Leone XIV, lo sport ternano può guardare avanti con fiducia. Perché una comunità che investe nello sport investe nei giovani, nella coesione sociale e in un futuro più umano.
E Terni, per storia e vocazione, ha già dimostrato di saper correre in questa direzione.
Cento anni di storia per la Ternana Calcio, cento anni per il Moto Club “Libero Liberati – Paolo Pileri”, cinquant’anni per il Circuito dell’Acciaio, organizzato dall’Amatori Podistica Terni. Non semplici ricorrenze sportive, ma capitoli di una memoria collettiva che parla di passione, sacrificio, identità e partecipazione popolare.
In queste storie c’è lo sport vissuto come comunità, come educazione, come occasione di riscatto e di incontro. Uno sport che non esclude, che non è solo competizione o spettacolo, ma appartenenza e condivisione. Esattamente ciò che Giovanni Paolo II aveva intuito quando parlava agli atleti della loro responsabilità verso i giovani e la società.
Non a caso, proprio l’Amatori Podistica Terni fu protagonista di una giornata storica, quando Giovanni Paolo II visitò le Acciaierie di Terni: in quell’occasione il gruppo donò al Pontefice la maglia giallo-azzurra, simbolo semplice ma potente di uno sport popolare, legato al lavoro e alla dignità delle persone. Una presenza concreta, non formale, che testimoniava come lo sport potesse essere parte viva di un momento storico per la città.
Oggi, nel solco tracciato da Papa Francesco, che ha fatto della misericordia la parola-chiave del suo pontificato, e nella continuità rappresentata da Leone XIV, attento al valore educativo e universale dello sport, Terni ha tutte le carte in regola per leggere queste ricorrenze non come celebrazioni nostalgiche, ma come chiamata al futuro.
Lo sport, come ci ricordano questi tre Papi, ha un’anima. E Terni, con la sua storia industriale, sportiva e associativa, ha dimostrato più volte di saperla ascoltare. Sta ora alla comunità, alle istituzioni, alle società sportive e al mondo educativo “dare gambe” a quei principi, trasformando la memoria in responsabilità e gli anniversari in nuovi percorsi di inclusione, partecipazione e speranza concreta.
Perché quando lo sport resta fedele alla sua vocazione più autentica, diventa davvero uno strumento di crescita umana, di fraternità e di giustizia sociale. E in città come Terni, questo non è un ideale astratto, ma una storia già vissuta.
Lo sport che verrà: una sfida per Terni
Guardare al futuro dello sport ternano significa assumersi una responsabilità collettiva. Le grandi ricorrenze del 2025 non devono restare solo memoria, ma diventare fondamento per nuove scelte. Investire nello sport di base, nei settori giovanili, nell’impiantistica diffusa, nello sport scolastico e in quello inclusivo per le persone più fragili non è un costo, ma un investimento sociale e culturale.
Terni può e deve continuare a essere una città in cui lo sport è accessibile, educativo e sicuro; una città capace di valorizzare le proprie associazioni storiche, di sostenere il volontariato sportivo, di costruire reti tra scuola, società sportive, istituzioni e mondo del lavoro. È qui che lo sport ritrova la sua anima: quando educa al rispetto, alla legalità, alla cura dell’altro, quando diventa prevenzione del disagio e palestra di cittadinanza.
Nel solco tracciato da Giovanni Paolo II, dalla misericordia vissuta e testimoniata da Papa Francesco e dallo sguardo aperto e globale di Leone XIV, lo sport ternano può guardare avanti con fiducia. Perché una comunità che investe nello sport investe nei giovani, nella coesione sociale e in un futuro più umano.
E Terni, per storia e vocazione, ha già dimostrato di saper correre in questa direzione.
Giocondo Talamonti
Delegato Regionale UNVS




